Sul corteo No Tav del 22 febbraio a Trento

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La giornata del 22 febbraio è stata molto importante. In circa cinquanta città d'Italia (più Notre-Dame des Landes, Bristol, Atene, Salonicco e Istanbul) si sono svolte iniziative di solidarietà con Chiara, Niccolò, Claudio e Mattia e con tutti i No Tav colpiti dalla repressione. Per la seconda volta in meno di due anni, un appello del movimento No Tav riempie le piazze in Italia (e non solo). Ma questa volta in risposta ad una criminalizzazione molto pesante e in difesa di una lotta che ha assunto anche la pratica del sabotaggio.

Il fatto di decentralizzare l'iniziativa ha fatto sì che la solidarietà ai No Tav si unisse alle diverse lotte locali e che la giornata del 22 fosse preparata da serate pubbliche città per città.

Con questo spirito è stato organizzato il corteo a Trento. Nonostante i soli dieci giorni di tempo per pubblicizzarlo, la manifestazione ha visto la partecipazione di più di trecento persone. Cosa per noi significativa, perché non era solo un corteo contro il TAV Verona-Brennero, ma anche un modo per restituire pubblicamente al mittente l'accusa di terrorismo.

Oltre al dato quantitativo, ciò che ci ha positivamente colpito è stata la composizione sociale del corteo: bambini, giovani, adulti e anziani, lavoratori, studenti e disoccupati. Nutrita la partecipazione di No Tav di Bolzano e dintorni.

Negli interventi e grazie ai cartelli si sono evidenziati i legami fra il TAV e la rapina dei salari, delle pensioni e della sanità. Dal TAV al NOT (Nuovo Ospedale di Trento) agli impianti sciistici, si è smascherata la politica provinciale a difesa degli industriali e ai danni della popolazione.

La giornata del 22 ci ha dato nuovo slancio per prepararci all'opposizione ai lavori del TAV che ci attende anche qui in Trentino.

I giornalisti, non sapendo bene come svilire le ragioni del corteo o spaventare, hanno diminuito i numeri (la versione on line de “L'Adige” parlava di sessanta persone!) e hanno scritto in coro che i partecipanti saranno denunciati perché la manifestazione non era stata comunicata (cosa falsa).

Le loro bugie non incantano più.

Terrorista è chi devasta e militarizza. No Tav liberi.

Avanti così, siamo noi che facciamo paura ai poteri forti.

Grazie a tutti/e e alla prossima.