Camminata NOTAV 17 gennaio 2021 - un successo

 Un successo di presenze al di là di ogni aspettativa alla camminata Notav sulla collina di Trento. Nonostante il tempo non proprio invitante ed una temperatura prossima allo zero, più di 110 persone si sono incamminate partendo dalla piazza principale di Mattarello, sulla collina Est di Trento lungo percorso di progetto del TAV, arrivando verso le 14.00 nella piazza di Povo.

Una camminata festosa che voleva ribadire ancora una volta che l'alta velocità ferroviaria è un'opera inutile e pericolosissima sia per il pianeta intero che per il territorio trentino. A partire dall'osservazione diretta dei luoghi e delle frazioni di Trento adagiate sul versante della Marzola, abbiamo potuto constatare quanto in questa zona siano particolarmente minacciate le nostre preziosi fonti idriche, come ammesso dagli stessi progettisti.

Il movimento NOTAV è pronto a contrastare con tutte le sue forze la nuova "aria" che tira negli uffici del comune di Trento ed in quelli della provincia, alimentata dalle promesse di finanziamento legate al Recovery Fund.

La giornata di domenica ha portato in ognuno di noi la consapevolezza che la lotta a questa opera inutile si costruisce giorno per giorno con il personale contributo di ognuno, anche a partire da iniziative semplici come questa.

Voci di corridoio danno per certo l'inizio di ulteriori attività legate alla progettazione della nuova ferrovia, nuovi sondaggi geognostici, quindi chiediamo a tutte le persone sensibili a questo argomento di segnalarci eventuali movimenti sospetti di trivelle nel nostro territorio, segnalatele a questo numero telefonico : Pericolo Trivelle 327 1794873

Un ringraziamento, infine, a tutti i partecipanti e all'organizzazione della riuscitissima manifestazione che dimostra, ancora una volta, che i NOTAV sono e saranno sempre pronti alla difesa dell'ambiente.

Notav del Trentino

 

 

 

 

 

Camminata NOTAV - 17 gennaio 2021

Presentazione della CAMMINATA NO TAV del 17 gennaio 2021

  

Il treno sotto la collina: in cammino sul tracciato del c.d. “by-pass” di Trento

 

 

 

Dopo cinque anni di inattività sono ripresi nel mese di novembre i sondaggi preliminari per la nuova ferrovia Treno ad Alta Velocità/Alta Capacità.  Anche questa volta i lavori sono cominciati senza alcun annuncio, ma con maggiore arroganza e prepotenza, realizzando i carotaggi preliminari con un ingente apparato poliziesco. E cosi il mese scorso è nato un cantiere all'interno del centro forestale del Casteller, in area recintata e protetta, a brevissima distanza dal carcere speciale per orsi “problematici” istituito dalla Provincia di Trento. Guarda caso l’inizio delle trivellazioni ha coinciso con la nomina dell'Ing. Ezio Facchin quale assessore alla mobilità e transizione ecologica (sic!) nel Comune di Trento. Già “commissario governativo straordinario per le tratte di accesso sud al Tunnel del Brennero”, Facchin è l'uomo chiave al momento giusto e secondo quanto dichiarato a mezzo stampa, un nuovo carotaggio è previsto dopo l'epifania nella zona di Mesiano.

 

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Camminata a Trento nord nei territori minacciati dal TAV

T’AVEVANO DETTO CHE PASSEREBBE QUI?

T’AVEVANO DETTO CHE PASSEREBBE QUI?

Si tratta della più grande e inutile opera mai progettata per il Trentino, costerebbe decine di miliardi di euro e avrebbe un impatto ambientale devastante per questo territorio e per il pianeta.

In più ti passerebbe letteralmente “sotto casa”.

Se non lo sapevi non è colpa tua.

Chi promuove l’opera non ha interesse a informare la popolazione sulla reale entità del progetto. Preferisce piuttosto confondere le carte e usa espressioni come circonvallazione ferroviaria di Trento e interramento della linea storica, quadruplicamento della linea, tratta d’accesso Sud, linea ad alta capacità eccetera.

Ma si tratta pur sempre del TAV, la ferrovia ad alta velocità, che secondo l’ing. Ezio Facchin non bisogna mai nominare perché “è un nome che rischia di confondere l'opinione pubblica” (il “Trentino”, 28/11/2020).

Ezio Facchin è il nuovo assessore comunale alla mobilità e transizione “ecologica” e ha lavorato ai progetti TAV di buona parte del Nord-Ovest d’Italia, oltre ad essere stato amministratore delegato della società incaricata della costruzione del Tunnel di Base del Brennero (sempre di TAV si tratta) e commissario governativo per la realizzazione delle tratte d’accesso sud.

Solo dopo le proteste dei No Tav per i recentissimi sondaggi geognostici eseguiti a Mattarello la Provincia ha dovuto ammettere che si trattava di lavori propedeutici alla progettazione della circonvallazione ferroviaria di Trento prevista all’interno del progetto TAV.

La circonvallazione ferroviaria passerebbe sotto la Marzola e in queste zone dovrebbero essere quindi eseguite prossimamente altre trivellazioni, come confermato pubblicamente dallo stesso assessore Facchin.

A differenza dei promotori del progetto e delle istituzioni locali, riteniamo che gli abitanti debbano essere ben informati di ciò che si progetta per questi territori e debbano essere messi in condizione di esprimere la loro opposizione all’opera.

Vi invitiamo quindi ad incontrarci e a conoscere le criticità del progetto, in questa zona legate soprattutto alla compromissione delle fonti idriche.

13/12/2020 ore 14 assemblea pubblica al parco di Povo (dietro la chiesa),

         lo spazio consente adeguato distanziamento, munitevi di mascherina

NO TAV

Camminata NOTAV NO A31 Terragnolo -> Marco - resoconto della giornata

Caparbiamente proposta contro ogni previsione meteorologica, la passeggiata No quadruplicamento della ferrovia (TAV)-No A31 ha sfidato non solo la pioggia, ma soprattutto il timore di quanti, nella valle di Terragnolo, ancora sono titubanti nel riconoscere la sorellanza di queste due grandi Opere e dunque la solidarietà che dovrebbe unire chi vi si oppone.
Partiti da Marco sotto una pioggia battente, siamo giunti con la navetta al Masetto di Terragnolo, dove Gianni e "i suoi" ci hanno accolto con dell'ottimo caffè, dolci e sciroppo di lampone. Un'oretta a chiacchierare e attendere che giungesse il secondo viaggio della navetta, sperando si aggiungesse qualche altro camminatore. Non siamo molti, poco più di una trentina di No Tav che hanno intenzione di impegnarsi anche per fermare l'A31, a cui si aggiungono tre-quattro camminatrici contrarie alla Valdastico. Una di loro ci raggiunge addirittura da Schio (!) le altre sono teragnole. Ci accompagnano per un breve tratto di quella che è stata una meravigliosa camminata. Speravamo di coinvolgere qualche altro valligiano ma non abbiamo fretta, quest'iniziativa è solo l'inizio di una lunga strada di opposizione da percorrere assieme con coraggio, determinazione ma soprattutto pazienza. Il percorso è impegnativo (circa 22 km) ma la piacevolezza della compagnia e la bellezza familiare di quei luoghi ci ristora. Boschi verdissimi, muschi che ricoprono rocce e tronchi, e poi i salti delle acque terse e zampillanti del Leno. Camminando fra i vecchi terrazzamenti abbandonati, respiriamo una memoria di fatica e amore per il proprio territorio, di una vita umana che conviveva e si integrava nel paesaggio creando delle piccole opere d'arte naturale a partire da necessità materiali. Un passato non certo bucolico, fatto piuttosto di sudore e speranza, ma lontano anni luce dalle mostruosità dettate dall'economia moderna e dalle sue insaziabili voglie espansionistiche. Parliamo e camminiamo, camminiamo e parliamo ...  di opposizione alle nocività ma anche di vita quotidiana, di progetti, di noi che siamo e cerchiamo  ancora di "restare umani" (come ci ricorderà Pietro all'arrivo).
Una sosta di ristoro a Noriglio con i panini preparati dall'ottima logistica No Tav e subito ripartenza per attraversare Rovereto e giungere a Marco verso le 17.30. Lì l'accoglienza di quanti avevano scelto di non camminare ma partecipare comunque all'assemblea conclusiva. Sorseggiando succhi, della buona birra e mangiando panini e torte, abbiamo ascoltato le parole introduttive di Anna delle Mamme No Tav di Marco che ci ha ricordato l'importanza di unire le forze e coordinarsi fra realtà No Tav e No A31 per passare la parola a Pietro Zanotti del tavolo di lavoro bresciano "Basta Veleni" che -come anticipato prima- ci ha ricordato che "restare umani" significa recuperare una relazione con il proprio territorio che sia armonica e rispettosa, non di "violenza". Opporsi a opere come il quadruplicamento della ferrovia o la Valdastico, significa impedire che il proprio territorio venga "violentato". Ci siamo sentiti stretti e orgogliosi ascoltando quelle parole, giusto un attimo prima di ascoltare la drammatica testimonianza di due leader sociali colombiane che ci hanno parlato della loro esperienza di lotta contro le multinazionali dell'estrazione e dell'energia ENI e ENEL. Un racconto toccante di donne più volte minacciate di morte per il loro impegno, in una terra dove negli ultimi 18 mesi sono state assassinate 230 persone perché impegnate nella lotta di difesa del territorio e di riconoscimento dei diritti umani. Difficile comparare la nostra piccola resistenza alla loro, le nostre minime rinunce alla loro sfida quotidiana alla morte, ma sono state testimonianze preziose che ci ricordano quanto le multinazionali italiane abbiano le mani grondanti sangue, che ci parlano di sviluppo sostenibile e in realtà intendono sfruttamento indiscriminato, e che fermarli spetta alla gente, in ogni parte del modo.
Ringraziate le nostre coraggiose ospiti, Marco del comitato No Tav di Trento ci ricorda che la prossima passeggiata sarà il 22 giugno a Gardolo, nei luoghi che verrebbero sventrati dalla costruzione del bypass sotterraneo inserito nel progetto di quadruplicamento della ferrovia. E così, stanchi ma arricchiti dal paesaggio, dalle riflessioni, dalle torte e dalle birrette ci salutiamo ma per poco... la lotta continua e chi non c'era oggi... ci raggiungerà domani.