“Quella notte c’eravamo tutti” Cade la folle accusa di terrorismo contro i notav valsusini

Nella notte fra il 13 e il 14 maggio 2013 un gruppo di no tav attacca il cantiere di Chiomonte (val Susa). Durante l’azione, che dura pochi minuti, vengono incendiati un generatore, la cabina di alimentazione del ventolino di areazione, alcuni cavi elettrici e dei tubi di prolunga per il ventolino stesso. Tutte attrezzature atte alla realizzazione del cunicolo esplorativo. Nessuno all’interno del cantiere –operaio, militare o poliziotto – si fa un graffio. Un’azione di sabotaggio, insomma, un danneggiamento di macchinari del TAV per incepparne il funzionamento.

Questa azione è stata rivendicata da tutta la popolazione notav valsusina che dopo vent’anni di iniziative informative, manifestazioni oceaniche e blocchi “pacifici”, aveva iniziato (e prosegue) con azioni atte a impedire il funzionamento del cantiere-fortezza. Un cantiere che se riuscirà nel suo intento riverserà nell’aria – e nei polmoni – dei Valsusini e dei Torniesi polveri d’amianto e uranio sufficienti per ammalare chiunque.

 

Sono ormai tre anni che, per la sua opposizione, la popolazione della Valle di Susa è sottoposta a militarizzazione, pestaggi, gasata dalla polizia, incriminata dai tribunali e ignorata dai politici, ma per questa azione il 9 dicembre 2013 vengono arrestati Chiara, Claudio, Niccolò e Mattia. I PM Rinaudo e Padalino li accusano di: “atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi, danneggiamento a mezzo di incendio, violenza contro pubblico ufficiale, detenzione e trasporto di armi da guerra”.

Bel coraggio: picchiare indiscriminatamente donne, vecchi, giovani e ragazzini la chiamano democrazia - scavare un tunnel che avvelenerà la popolazione intera lo chiamano progresso - mentre danneggiare una macchina... terrorismo.

 

Il 17 dicembre 2014, un anno dopo, i quattro son stati condannati 3 anni e sei mesi di reclusione eperl’entità del danneggiamento che è loro contestato la pena è spropositata. Certo la folle ed infamante accusa di terrorismo nei loro confronti è caduta, ma rimane la volontà di “dare l'esempio” per terrorizzare chiunque tra la popolazione intenda opporsi a qualunque scelta lo stato imponga dall'alto – giusta o scellerata che sia. Scelte di un apparato che ogni giorno di più si mostra autoritario e corrotto.

 

I sabotaggi, l’assedio infinito ai cantieri del TAV in Val Susa, ma anche le proteste, le manifestazioni e la continua crescita di movimenti di opposizioni a grandi opere devastanti ed inutili come questa su tutto il territorio nazionale, dimostrano la fine dell’era delle prepotenze guardate in silenzio e da lontano: è dunque chiaro l'obiettivo dell'inasprimento delle pene.

Dopo oltre un anno di durissima detenzione e isolamento rivogliamo Chiara, Nicolò, Mattia e Claudio assieme a noi liberi: per continuare a difendere il nostro territorio, i valori della resistenza all'autoritarismo ed ai soprusi, dell’amicizia e della condivisione.

Diciamo con forza che i terroristi sono quelli che devastano il territorio, inquinano l'ambiente, impoveriscono ed ammalano la popolazione, togliendo ogni speranza per il futuro.

 

A quanto accaduto rispondiamo con le parole di Chiara:

Gli attacchi militari e paramilitari, la violenza indiscriminata, le armi da guerra appartengono agli Stati e ai loro emulatori. Noi abbiamo lanciato il cuore oltre la rassegnazione...

 

Come risulta evidente dalle centinaia di persone che hanno partecipato alla costituzione del primo presidio permanente notav in Trentino, non ci facciamo spaventare e non abbiamo alcuna intenzione di desistere neanche qui, sulla nostra terra.

 

Vi invitiamo tutti domenica 21 alle 15 in piazza Garzetti per incontrarci e parlare di quanto accaduto e per manifestare ai quattro tutta la nostra solidarietà.

No Tav trentini

PARATA NOTAV a ROVERETO il 13 dicembre alle 15.00

PARATA NO TAV!!
Portate fischietti, pentole, tamburi, qualsiasi cosa per farci sentire!


Il 17 dicembre, a Torino, verrà pronunciata la sentenza del processo contro Chiara, Mattia, Claudio e Niccolò, no tav in carcere da un anno per aver sabotato dei macchinari nel cantiere del TAV in Valsusa.
Per quell’azione, che subito il movimento in un’assemblea popolare e poi i quattro compagni in aula hanno rivendicato a testa alta, la Procura ha chiesto 9 anni e 6 mesi di carcere per “terrorismo”.
Altri tre no tav sono in carcere (Lucio, Francesco e Graziano) e centinaia sono sotto processo per aver difeso la terra e la libertà dalla devastazione e dal profitto.
Con questi processi e con l’accusa di terrorismo lo Stato vuole intimidire e ricattare tutte le lotte.

Coordinamento trentino NOTAV

SERATA INFORMATIVA SUL TAV BRENNERO-VERONA A MATTARELLO

INAUGURAZIONE PRIMO PRESIDIO PERMANENTE NOTAV IN TRENTINO

Notav Trentino - Portate pazienza tutti, ma le pessime previsioni meteo per il 30/11 ci hanno fatto decidere di spostare la data dell'inaugurazione al 7 dicembre; la festa ci sarà in ogni caso : con il sole saremo sul terreno, con la pioggia saremo invece al coperto ai margini del campo sportivo di Besenello. a domenica 7 dicembre dalle 14.00 alle 16.00 !!!!

RIMOSSA TRIVELLA A MARCO !!

Questa mattina poco dopo le 8,00 sono giunti sul luogo del presidio (Via Stazione), davanti ad una quarantina di cittadini, gli operai ed il responsabile della Land Service di Bolzano per rimuovere la trivella e portarla via. Il mezzo è stato “scortato” dai presidianti per tutto il tragitto in mezzo al paese, sino ai giardini, dove stazionava il camion che doveva caricarlo. Diversi marcolini si sono affacciati ai balconi o sono scesi lungo la via per complimentarsi con coloro che per 4 gg hanno impedito che la trivella abusiva entrasse in funzione. Mentre il mezzo sfilava per il paese, sono giunti i tecnici del comune, che avrebbero dovuto fare i sopralluoghi del caso, ma “purtroppo” la trivella era già stata rimossa. Potremmo dire….complimenti per il tempismo!!!
La trivella ha lasciato il territorio di Marco con due bandiere notav che sventolavano tra gli ingranaggi!
Precisiamo alcune cose: non è stato portato via da quel terreno 1 grammo di terra, nn sappiamo a tutt’oggi se quel cantiere fosse autorizzato, né se era a norma e in caso contrario, se siano state rilevate infrazioni.

La trivella si trova ora a Trento in Via Brennero (a fianco dell’Agenzia delle entrate) ed un gruppo di notav stanno vigilando sul posto (è parcheggiata all’interno di un’azienda privata).

Chiediamo agli amministratori locali di tutelare il proprio territorio e ,per lo meno quanti si sono già espressi contro la nuova ferrovia ad Alta Velocità,  di far sentire la propria voce in Provincia.
Questa è una vittoria della gente, ed il messaggio che questa esperienza vuole lanciare a tutti i trentini è questo: vigilate sul vs territorio perchè i carotaggi per il tav sono ufficialmente iniziati, e quella non è l’unica trivella in circolazione, ma non dimenticate che fermare lo scempio del nostro territorio è possibile. Fermare il TAV è possibile.
Vi aspettiamo all’assemblea di giovedì prossimo (23 ott.) h. 20,30 – Auditorium di Marco.
Comitato Mamme notav Marco