CHI TOCCA UNO TOCCA TUTTI

 
Il prossimo 10 settembre Massimo, un compagno del presidio permanente No Tav Aquaviva e Resistente, dovrà comparire in tribunale.
Per lui è stata chiesta la "Sorveglianza Speciale", una misura di punizione preventiva che può essere applicata a chi, agli occhi di procura e polizia, rappresenta "una minaccia per la pubblica tranquillità". La Sorveglianza Speciale è una misura che mira a isolare socialmente la persona colpita (ad esempio gli è fatto divieto di partecipare ad assemblee, frequentare luoghi pubblici, parlare con più di tre persone contemporaneamente, e molto altro) in modo da impedirle di diffondere il suo pensiero e le sue pratiche. La misura è talmente arbitraria che per applicarla non è necessaria una condanna, una prova o un indizio specifico. Per capirci, nella specifica richiesta per Massimo, in un passaggio dell'incartamento compare questa dicitura: "Anche dalle sentenze di assoluzione possono essere ricavati elementi indiziari certi utilizzabili...", insomma, anche da "innocente" Massimo rappresenta un pericolo, ma per chi?
Questo provvedimento, che affonda le sue radici nella monarchia sabauda e si è consolidato durante il fascismo, tocca in questo caso Massimo ma  dal nostro punto di vista rappresenta una minaccia a tutto il movimento No Tav, un'intimidazione rivolta a tutte e a tutti noi.
Non possiamo infatti non collegare questa richiesta anche alle parole di Mauro Fabris (Commissario straordinario per le Opere di accesso Tunnel del Brennero) il quale lo scorso dicembre in una serata informativa sull'opera a Dolcè dichiarava: «La zona di Trento è in assoluto il punto più critico per la realizzazione del Tav, per la sua tradizione di lotta studentesca legata a Curcio e agli anarchici.>> (ricordiamo che Massimo è un  anarchico noto nella zona).
Rifiutiamo sia l'equazione No Tav=Anarchici, che l'intimidazione con la quale vorrebbero farci desistere dall'opposizione a quest'opera inutile e dannosa - questa sì! - per la tranquillità della valle.
Massimo è uno come tanti di noi che lotta con generosità e determinazione contro il TAV. Chi tocca uno di noi tocca tutti, esprimiamo dunque la nostra solidarietà nei suoi confronti e la determinazione a essere al suo fianco nell'opporci a questo provvedimento fin dall'udienza del 10 settembre, e continueremo anche se dovesse essere effettivamente applicata a lui o ad altri.
Per il 14 di Novembre è in programma una nuova grande manifestazione a Trento che ribadirà il nostro No alla costruzione del TAV, Massimo sarà con noi, Sorveglianza Speciale o no.
Assemblea del presidio permanente No Tav Acquaviva e resistente del 30 agosto 2015

 

PERICOLO TRIVELLE !!!

Anche noi in Valsusa al campeggio itinerante !

Una nutrita e volenterosa compagine di NOTAV trentini partecipa oggi (19/07) al campeggio itinerante in Val di Susa, organizzando una cena per tutti i campeggiatori e, con l'occasione, presenta anche ai nostri amici valsusini la campagna "Contro il TAV metro per metro".

NO TAV trentini con Gaza

I comitati No Tav del trentino, sabato 19 luglio, hanno preparato la cena a San Didero, in Valusa, durante il campeggio itinerante No Tav svoltosi dal 17 al 27 luglio. La serata è stata un'occasione per confrontarsi con altre esperienze di lotta (No Tav di Trieste e del Carso, No Tav Terzo Valico, No Muos e No F-35) e per presentare anche in Valsusa la campagna "metro per metro" finalizzata all'acquisto collettivo di un terreno dove allestire il primo presidio permanente No Tav in Trentino. Dei soldi raccolti durante la cena, 410 euro sono stati devoluti al Centro Amal Al Mustakbal del Campo profughi di Aida (Betlemme), per far arrivare garze e altri beni necessari alla popolazione di Gaza sottoposta alla brutale aggressione da parte dello Stato d'Israele. Su consiglio di militanti italiani che da anni vanno in Palestina, abbiamo scelto il Centro Amal Al Mustakbal perché non è una Ong e porta direttamente a Gaza ciò che raccoglie. I ragazzi del Centro ci hanno mandato queste foto.
Con Gaza nel cuore, No Tav.

 

Sul corteo No Tav del 22 febbraio a Trento

La giornata del 22 febbraio è stata molto importante. In circa cinquanta città d'Italia (più Notre-Dame des Landes, Bristol, Atene, Salonicco e Istanbul) si sono svolte iniziative di solidarietà con Chiara, Niccolò, Claudio e Mattia e con tutti i No Tav colpiti dalla repressione. Per la seconda volta in meno di due anni, un appello del movimento No Tav riempie le piazze in Italia (e non solo). Ma questa volta in risposta ad una criminalizzazione molto pesante e in difesa di una lotta che ha assunto anche la pratica del sabotaggio.

Il fatto di decentralizzare l'iniziativa ha fatto sì che la solidarietà ai No Tav si unisse alle diverse lotte locali e che la giornata del 22 fosse preparata da serate pubbliche città per città.

Con questo spirito è stato organizzato il corteo a Trento. Nonostante i soli dieci giorni di tempo per pubblicizzarlo, la manifestazione ha visto la partecipazione di più di trecento persone. Cosa per noi significativa, perché non era solo un corteo contro il TAV Verona-Brennero, ma anche un modo per restituire pubblicamente al mittente l'accusa di terrorismo.

Oltre al dato quantitativo, ciò che ci ha positivamente colpito è stata la composizione sociale del corteo: bambini, giovani, adulti e anziani, lavoratori, studenti e disoccupati. Nutrita la partecipazione di No Tav di Bolzano e dintorni.

Negli interventi e grazie ai cartelli si sono evidenziati i legami fra il TAV e la rapina dei salari, delle pensioni e della sanità. Dal TAV al NOT (Nuovo Ospedale di Trento) agli impianti sciistici, si è smascherata la politica provinciale a difesa degli industriali e ai danni della popolazione.

La giornata del 22 ci ha dato nuovo slancio per prepararci all'opposizione ai lavori del TAV che ci attende anche qui in Trentino.

I giornalisti, non sapendo bene come svilire le ragioni del corteo o spaventare, hanno diminuito i numeri (la versione on line de “L'Adige” parlava di sessanta persone!) e hanno scritto in coro che i partecipanti saranno denunciati perché la manifestazione non era stata comunicata (cosa falsa).

Le loro bugie non incantano più.

Terrorista è chi devasta e militarizza. No Tav liberi.

Avanti così, siamo noi che facciamo paura ai poteri forti.

Grazie a tutti/e e alla prossima.