Trivella di Italferr al Casteller: sono ripresi i sondaggi per l’Alta Velocità ferroviaria in Trentino

In linea con le precedenti esperienze di sondaggio in Trentino, i lavori del TAV procedono in modo silenzioso.

Solo dopo che domenica 22 novembre 2020 una sessantina di NO TAV ( allertati da un fermo ingiustificato da parte della polizia di due persone nei pressi del parco del Casteller ) sono andati a controllare con i propri occhi, la Provincia ha divulgato un comunicato stampa in cui conferma la ripartenza dei sondaggi geognostici propedeutici alla progettazione della nuova linea ferroviaria in Trentino.

La grande opera del Tav in Trentino è figlia di un concetto di sviluppo che pensa il mondo come sfruttabile all’infinito e che non fa i conti con il fatto che acqua, aria, terreno, sono risorse preziose ed esauribili.

A31, Alta Velocità, sono frutto di un modo di aggredire l'ambiente di cui la pandemia che stiamo attraversando è uno dei tanti "effetti collaterali" prevedibili e di cui tutti e tutte paghiamo le conseguenze.

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NO TAV BRENNERO - Non ce la fate sotto il naso !!

Come è sempre successo i lavori del TAV procedono in modo silenzioso.

Venerdi sono stati fermati dalla polizia due attivisti NOTAV nei pressi dell'area recintata al Casteller sopra Mattarello, nella nota di fermo viene citata espressamente la "vicinanza alla zona di cantiere Italferr".

La zona è presidiata dalle forze dell'ordine ed ovviamente tutto fa pensare ad una prossima attività legata alla realizzazione del TAV.

Per questo motivo domani, 22 novembre, potrebbe esserci la nostra presenza dalle ore 10,00 a Mattarello nella piazza della chiesa per un momento di comunicazione ed una libera passeggiata fino alla zona del Casteller.

NOTAV DEL TRENTINO

Acquaviva, 21 novembre 2020

Vallo-tomo di Mori : la protesta dei cittadini

Comunicato del 2 dicembre 2016

Numerosi attivisti NOTAV hanno deciso di aderire alla protesta dei cittadini di Mori contro la costruzione del vallo-tomo in località Prearua sopra l'abitato di Mori, la motivazione è quella di evitare un ennesimo scempio ambientale mascherato, nemmeno tanto abilmente, da ragioni di sicurezza pubblica.

I lavori sono stati fermati da decine di persone determinate che si sono messe davanti alle ruspe sia ieri che oggi e che vogliono essere ascoltate dalle istituzioni perchè esistono delle soluzioni tecniche migliori di quella che la Provincia vuole realizzare con questi lavori appena iniziati.

Gli appuntamenti sono : questa sera alle 20.00 al presidio di Rosanna e domenica per una bellissima camminata tra le Fratte di Mori !! Partecipiamo numerosi !!!

 

A proposito del processo per i fatti delle Novaline.

A proposito del processo per i fatti delle Novaline. ( comunicato del 26/12/2016)


Visto il modo incompleto e falso in cui i media locali hanno riportato la notizia del processo per i fatti delle Novaline (blocco della trivella del 27 ottobre 2015), ci teniamo a fare alcune precisazioni.
I giornali continuano il gioco cominciato dalla Questura per dividere in "buoni" e "cattivi": i due attivisti NoTav che hanno fatto opposizione al precedente decreto di condanna sarebbero stati assolti perché non anarchici e perché avrebbero preso le distanze dagli anarchici. Falso.
Non sono stati assolti "per non aver commesso il fatto" ("invasione di terreni" e "danneggiamento"), ma "perchè il fatto non sussiste".
Il che significa che se la sentenza dovesse diventare definitiva, varrebbe (in teoria) anche per i 23 che non hanno fatto opposizione.
Quel giorno alle Novaline c'erano una cinquantina di NoTav. La polizia politica ha deciso di denunciarne solo 25, etichettati come "anarco insurrezionalisti", e togliere così quell'episodio dal suo contesto reale.
Non solo la composizione dei presenti era quindi più ampia, ma il blocco della trivella, già praticato a Marco l'anno prima, è stato sostenuto in seguito da una fiaccolata a Mattarello, in cui hanno partecipato quasi 400 persone e da un successivo corteo a Trento i cui partecipanti superavano abbondantemente il migliaio.
Tutti anarchici anche loro?
Le dichiarazioni fatte in aula dai due imputati hanno semplicemente sottolineato questo: che l'etichetta "anarco insurrezionalisti" era un espediente questurino, che loro non sono anarchici, che ben settecento persone hanno acquistato il terreno NoTav di Acquaviva, che loro due, come tutti gli altri, erano alle Novaline in quanto NoTav. Nessuno ha preso le distanze da nessuno. Ciò che è successo quel giorno è stato difeso da tutto il movimento NoTav trentino.
Chi ha scelto di non fare opposizione al decreto penale di condanna lo ha fatto per mere valutazioni pratiche.
L'unica "separazione" che esiste è dunque tra ciò che raccontano i giornali e la realtà.
Quello NoTav è un movimento variegato e plurale, unito da un obiettivo: impedire un'opera inutile e devastante.
Questi maldestri tentativi di dividere non attecchiscono.
Mettevi il cuore in pace.

coordinamento trentino NoTav

Quando la misura è colma. Contro la repressione ai danni dei no Tav.

 

Quando la misura è colma.

 

Contro la repressione ai danni dei no Tav.

 

 

 

La montagna ha partorito un topolino. Ma è un topolino che fa male: la foto di Marisa, indomita 71enne pur costretta ad appoggiarsi ad un bastone, che dal 21 giugno deve recarsi alla stazione dei carabinieri per l'obbligo di firma a cui è sottoposta, è il risultato più grottesco della nuova operazione della Procura di Torino contro il movimento No Tav, o meglio contro la gente della Val Susa e non può che suscitare innanzitutto indignazione da parte di ognuno con un po’ di coscienza.
Il 21 giugno 20 No Tav di ogni età hanno ricevuto altrettanti avvisi di custodia cautelare: 2 in carcere (poi annullati per vizi di procedura), 9 ai domiciliari e gli altri/e obblighi di firma. Ad un anno dalla manifestazione del 28 giugno queste le conclusioni del magistrato Rinaudo, noto “pm con l’elmetto”.

 

Quella domenica, l’invito del popolo della Val Susa a ricordare il violentissimo sgombero della Libera Repubblica della Maddalena, era stato raccolto da migliaia di persone, uomini, donne, ragazzi, bambini da ogni città. Un unico comune denominatore: la difesa dell'ambiente, della terra, dell'acqua, dell'aria pulita, un No alle devastazioni, un No al Tav.
Il divieto prefettizio di percorrere strade che appartengono da sempre solo agli abitanti e non alle truppe di occupazione ed allo Stato che rappresentano, era stato violato. Due cancellate, appositamente erette per impedire l'accesso alla centrale di Chiomonte, turpe simbolo della militarizzazione di una intera valle, erano cadute durante un “tiro alla fune” collettivo. Due azioni durate pochi minuti, colpite duramente sul campo: uso dell’idrante ed una infinità di lacrimogeni da una parte, coraggio, determinazione e qualche petardo dall'altra. Nessun scontro diretto. Come sempre molto diversa la realtà da quanto poi la raccontano i mass media.
A manifestazione conclusa, un furgone (nessun segreto, aveva anticipato il corteo per tutto il giorno), viene fermato e controllato. A bordo rinvenuto vario materiale, molto autocostruito, kway, qualche maschera antigas, occhialini da piscina, petardi, bottigliette d'acqua, qualche bastone ...  Il giorno dopo la Digos lo mostra "orgogliosa" a tv e giornali e si torna a parlare e sparlare del fantomatico blocco nero. A bordo di quel furgone aveva trovato un passaggio Marisa e non poteva essere diversamente date le sue difficoltà di deambulazione. Per questo un anno dopo Marisa, 71 anni, è una pericolosissima black bloc, costretta a firmare ogni giorno dai carabinieri perché, secondo la Procura, potrebbe scappare.
Ma scappare dove, lei e gli altri ultrasessantenni colpiti da ugual misura? Tutte persone che da 20 anni non scappano e lottano per la loro terra, per lasciarla uguale a figli e nipoti, mettendoci senza paura la propria faccia in ogni momento? Ed adesso vorrebbero fuggire?
Siamo di nuovo all'incredibile, al grottesco, al ridicolo se non fosse che va a vigliaccamente ledere la libertà dei nostri compagni e dimostra per l'ennesima volta la feroce volontà persecutoria e vendicativa dello Stato.

Quella domenica molti No Tav del Trentino c'erano, con lo striscione del presidio Acquaviva e Resistente in bella vista.
E ci siamo un anno dopo ad esprimere tutta la nostra vicinanza e solidarietà.
Ma oggi c’è molto di più.
In una affollatissima, spontanea assemblea a Bussoleno, alcuni dei No Tav sottoposti alle misure ristrettive, hanno dichiarato pubblicamente che non le rispetteranno, perché considerate illegittime. Il carcere non spaventa e non li ferma. Da quel giorno si è creato un presidio permanente a difenderli, una barriera umana che appoggia concretamente la loro scelta.
Non possiamo che fare nostri questo atto di coraggio, coerenza e determinazione che da preziosa linfa, a dimostrare che il sentiero intrapreso da ovest ad est delle Alpi è quello giusto e nessuno può fermare la lotta NoTav.

Tutte e tutti liberi subito!

 

26 Giugno 2016 Presidio No Tav Acquaviva Resistente (Trento)